Aviation

Le ragioni di un grande successo

Riccardo Procacci, amministratore delegato di Avio Aero, ripercorrere in questa intervista le ragioni che hanno permesso al motore Catalyst di essere selezionato per il nuovo Eurodrone.

Apr 2022

Riccardo, quanto sei emozionato per la selezione del Catalyst?

“Sono veramente felice per tutte le nostre persone e per i team in Italia, Repubblica Ceca, Polonia e Germania che hanno lavorato duramente in questi anni per questa grande opportunità. Negli ultimi due anni, abbiamo dovuto affrontare le difficoltà portate dalla pandemia, ma questo non ha minimamente scalfito la nostra determinazione e la nostra volontà. Le persone impegnate nel programma Catalyst sono esperte e capaci di sviluppare tecnologie e prodotti aeronautici innovativi, è ciò che sanno fare meglio. Per loro, così come per tutti noi, questa sarà la vera occasione per dimostrare di cosa siamo capaci per davvero. Essere parte di questo programma europeo è motivo di forte orgoglio per Avio Aero”.

Ci dici perché è stato selezionato il Catalyst?

“Semplicemente, perché risponde a tutti i requisiti del programma Eurodrone! Airbus è stata piuttosto chiara nel suo annuncio: il Catalyst farà sì che il programma Eurodrone possa procedere nei tempi e nei costi prefissati, dotandolo di un motore con caratteristiche tecniche in linea con le esigenze operative. La soluzione proposta da Avio Aero è stata scelta perché è la migliore per performance superiori, minor rischio di sviluppo e per i costi operativi ridotti, nonché per il suo potenziale evolutivo. Stiamo già dimostrando le capacità del motore nelle due campagne di volo e nei test certificativi.Personalmente mi riempie di orgoglio che essendo completamente sviluppato e prodotto in Europa, questo motore riesca a rappresentare una soluzione - totalmente europea, lo ripeto - che bene supporta l’obiettivo di questo programma rispetto al rafforzamento dell’autonomia strategica”.

Dunque, Avio Aero e il Catalyst come supporteranno questo obiettivo di autonomia strategica?

“Come detto, il Catalyst è stato interamente sviluppato in Europa e, al pari del programma Eurodrone, è al 100% ITAR-free (Internation Traffic in Arms Regluation) assicurandone così l’indipendenza dal controllo statunitense sulle esportazioni militari. Dal punto di vista della produzione industriale, questa sarà divisa tra Francia, Spagna, Germania, Italia, Polonia e Repubblica Ceca. Come Avio Aero, in qualità di attori storici dell’industria aerospaziale e della difesa europea, abbiamo istituito diverse collaborazioni con altre aziende continentali per accrescere l’europeità del Catalyst, solo per citarne una: lavoriamo sull’elica con l’azienda bavarese MT-Propeller. Da qualsiasi punto di vista lo si guardi, il Catalyst è evidentemente un motore europeo”.

Di fatto, un motore 100% made inEurope. Ma per quel che riguarda la proprietà intellettuale?

“Grazie per la domanda, perché credo sia necessario fare un po’ di chiarezza su questo punto. La proprietà intellettuale del Catalyst è europea, perché il motore è stato interamente sviluppato in Europa, così come lo saranno tutte le modifiche necessarie per il programma Eurodrone. A essere ancor più precisi, la proprietà intellettuale è detenuta dale nostre entità giuridiche europee”.

A real scale model of the Eurodrone displayed at the last ILA Berlin in 2018, photo by Max Thum ©Airbus.

Cosa serve ancora per essere pronti al primo volo dell’Eurodrone?

“Siamo partiti bene. Mentre stiamo parlando, il Catalyst continua a svolgere i test di volo e le prove certificative qui in Europa. Finora ha accumulato in totale più di 3000 ore di funzionamento, di cui oltre 250 in volo, completando inoltre circa il 50% delle prove per la certificazione (circa 800 ore). Questo ci permette di ridurre le tempistiche di sviluppo e i rischi per il motore che equipaggerà l’Eurodrone. Inoltre, estenderemo i termini di approvazione della DOA di Avio Aero con l’EASA, con l’obiettivo di ricevere un Type Certificate per il motore dell’Eurodrone. Una capacità che abbiamo già in casa oggi, perché nel nostro stabilimento di Praga già progettiamo, testiamo e assembliamo interi motori turboelica”.

Riccardo, tornando alle caratteristiche tecniche: cosa c’è di speciale nelle tecnologie del Catalyst?

“Il Catalyst è stato concepito per apportare un cambiamento radicale nel suo segmento di mercato, sia per le performance sia per le specifiche tecniche. È infatti il primo motore turboelica nella storia dell’aviazione a presentare componenti realizzate in additive manufacturing, che assicurano minor peso e maggior efficienza al motore, e ad avere un compressore con due stadi di palette statoriche variabili e con le palette della turbina di alta pressione raffreddate. Il motore ha un rapporto di compressione pari a 16:1, il migliore della categoria, e ciò assicura fino al 20% di riduzione nei consumi e nelle emissioni oltre a un aumento del 10% di potenza in crociera, se comparato con i competitor. Queste performance garantiscono un importante incremento in termini di capacità di carico o di ore di volo. Il Catalyst, inoltre, è equipaggiato con il FADEC (Full Authority Digital Engine Control), ovvero il sistema di controllo integrato di elica e motore che assicura al pilota (anche da remoto) un miglior controllo e una maggiore reattività, semplificando anche l’integrazione tra il propulsore e l’avionica di bordo. Altra caratteristica importante del FADEC è la capacità di raccogliere i dati provenienti dall’intero motore, ottimizzando così la produzione di energia e il consumo di carburante. Anche la sostenibilità è importante per il Catalyst, infatti può essere alimentato tramite i cosidetti biocarburanti (SAF, Sustainable Aviation Fuel). Al momento, sono in corso i test presso le celle di prova situate a Praga, grazie all’accordo che abbiamo con l’Università di Praga (CVUT). L’obiettivo che ci siamo prefissati è quello di effettuare test con il Catalyst alimentato da SAF al 100% nei prossimi mesi”.

Riccardo Procacci posing with a real scale model of the Catalyst engine during the last ADM in Turin.

Quanti dipendenti stanno lavorando a questo programma? E dove sono basati?

“Non vorrei sembrare un disco rotto, ma è importante riaffermare che il programma Catalyst è pan-europeo così come lo è Eurodrone. Il team di ingegneria e la supply chain del programma sono in Europa, dove abbiamo coinvolto gli stabilimenti di Rivalta di Torino, Pomigliano d’Arco e Brindisi in Italia, due siti in Polonia e quello di Praga, in Repubblica Ceca, oltre all’Advanced Technology Center di Monaco di Baviera. In totale, possiamo dire che oltre 300 dipendenti europei stanno lavorando al programma, suddividsi tra i Paesi che ho menzionato poco fa”.

Pensando alla selezione, cosa ti rende maggiormente orgoglioso?

“Voglio ritornare sul fatto che il Catalyst è il primo motore turboelica interamente sviluppato e prodotto in Europa negli ultimi 50 anni. Finora è stato un viaggio incredibile che dovrebbe renderci molto fieri: siamo partiti da un foglio bianco e lo scorso settembre abbiamo festeggiato il primo volo. Una storia fatta di importanti successi.

Nonostante la pandemia e l’incertezza globale di questi ultimi due anni, i nostri dipendenti continuano a lavorare insieme in tutta Europa. In questa importante sfida non abbiamo messo solamente il nostro cervello e la nostra competenza, ma dentro questo motore  c’è anche il nostro cuore e la nostra passione le capacità di cui siamo dotati”. 

Eurodrone images in page are courtesy of Airbus Defence and Space.