Culture

Meet the Guru

Intervista esclusiva con l’esperto internazionale, di politica e di economia, che incontrando le persone di Avio Aero ha analizzato il mondo di oggi per guardare verso quello di domani.

Sep 2019

Piglio deciso e sguardo curioso di chi è abituato a vedere luoghi e incontrare persone, così si presenta Alec Ross, ospite a Rivalta per una conferenza negli headquarters di Avio Aero. Ex consigliere per l’innovazione di Barack Obama, Senior Advisor per la tecnologia di Hillary Clinton quando era Segretario di Stato degli Stati Uniti, futurologo, autore di best seller e globetrotter: questo recita il suo curriculum che ha pochi eguali.

Ross, però, non è solo un divulgatore tecnologico, ma è un vero umanista (infatti è laureato in storia) e nell’analizzare i trend d’innovazione non perde mai di vista la centralità dell’uomo e il ruolo che questi giocherà in un mondo futuro popolato da robot e intelligenza artificiale. L’abbiamo invitato per un intervento all’interno dell’azienda, affinché ci aiutasse a capire il mondo che ci circonda, ma soprattutto dove questo stesso mondo ci proietterà. 

L’ospite speciale è partito toccando due aspetti essenziali del nostro tempo: decentralizzazione e reti sociali. La grande rivoluzione di Internet – amplificata dai social network - è stata capace di cambiare il paradigma dell’informazione e della comunicazione, che è passato da un sistema centralizzato a vertice decisionale unico con un forte esercizio del controllo (e col conseguente rischio di censura e manipolazione), a un perimetro aperto in cui i singoli punti in connessione tra loro danno vita ad un network peer-to-peer. 

Questo modello basato sulla condivisione è oggi una realtà nella società civile, nel business e nella politica. Per sostanziare l’argomento, un esempio emblematico proviene dalla sua esperienza durante la campagna elettorale di Obama: la lotta per l’Idaho. “In quello stato bianco, ultraconservatore, nel cuore dell’America, secondo le previsioni il futuro presidente non avrebbe avuto una sola possibilità di vittoria se avesse agito secondo le logiche elettorali tradizionali”.

Grazie al coinvolgimento bottom-up e ai social media, invece, Obama riuscì a raggiungere piccoli gruppi di sostenitori che condividevano gli stessi ideali e che a loro volta cooptarono altri gruppi di affinità, fino a fare breccia nella roccaforte repubblicana. Anche per le aziende sta finendo l’era della leadership gerarchica a favore di un modello partecipativo ed inclusivo delle diversità.

E poi, il tema epocale dell’industria digitale. I sistemi intelligenti e interconnessi creano una catena del valore completamente digitale che porta a un ripensamento dei modelli di business e dello sviluppo dei prodotti. Questa trasformazione richiede l’adozione di nuovi strumenti e processi, ma soprattutto un cambiamento culturale.

Le organizzazioni devono lavorare sul mindset e far sì che le competenze tecniche tipiche del comparto vengano affiancate da intelligenza emotiva, creatività, pensiero “dirompente”. Un ingegnere “aumentato” grazie a queste skills avrebbe un impatto rivoluzionario, tanto quanto un umanista che ha acquisito competenze di data analytics e big data.

Terra, ferro ed energia sono stati la materia prima che ha caratterizzato i decenni passati: oggi, nella società dell’informazione, regna il potere del dato. Il 90% dei dati che l'uomo ha creato in tutta la sua storia è stato generato negli ultimi tre anni. I dati sono il vero petrolio per la creazione del business del futuro. Acquisire una mentalità data-driven è, per le aziende e i loro dipendenti, una condizione imprescindibile per rimanere e prosperare sul mercato.

Da questo deriva l’Internet of everything. In questo momento, nel mondo ci sono 22 miliardi di device e tra 4 anni ce ne saranno 40 miliardi, grazie all’utilizzo massiccio di sensori in oggetti anche di uso quotidiano. Il concetto stesso di privacy verrà reinterpretato: forse tutti ne avremo meno, ma ci saranno più informazione e trasparenza. 

Inoltre, il concetto di sourveillance farà spazio a quello di sousveillance, che in senso figurato rappresenta il controllo dal basso dei cittadini nei riguardi di un’autorità (pubblica o privata) che regola un determinato contesto. Un fenomeno che in America ha preso piede a seguito del dibattito sul trattamento degli afroamericani da parte della forze di polizia e ha generato centinaia di sousveillance video spontanei documentanti l’operato degli agenti.

Le organizzazioni sono destinate a diventare open-minded: i leader dovranno ascoltare voci diverse che possono dare contributi critici e costruttivi e supportare il contesto di cambiamento. 

Le organizzazioni sono quindi destinate a diventare open-minded. Nello scenario fluido che si sta delineando, i leader dovranno ascoltare voci diverse che possono dare contributi critici e costruttivi e supportare il contesto di cambiamento. I giovani ad esempio, che da nativi digitali possono aiutare ad utilizzare meglio i nuovi strumenti tecnologici.

Una convivenza tra giovani e meno giovani in un rapporto costante di coaching reciproco non è solo il presupposto per la generazione di nuove idee ma anche per la creazione di ambienti lavorativi davvero inclusivi. Altro punto fondamentale è la valorizzazione del ruolo delle donne: i paesi che creano vantaggi per le donne nell’economia e nel business sono quelli più competitivi. Il superamento di una cultura “al maschile” è un obiettivo che istituzioni e organizzazioni devono porsi come priorità.