Technology & Digital Innovation

Vento di novità a Brindisi

L’ampliamento dei servizi di riparazione e manutenzione passa dalle nostre competenze e tecnologie avanzate, verso tutti i business GE.

Brindisi è uno stabilimento in continua evoluzione, con un’attenzione sempre maggiore al cliente e alle sue esigenze operative. Attenzione che si traduce nell’offerta di servizi di manutenzione e revisione allineati alla stessa evoluzione del mercato. Per questo, nell’ottica della diversificazione, assieme ai servizi per il settore Marine & Industrial abbiamo ampliato le capacità locali al fine di creare a Brindisi un centro di repair a servizio di tutti i business GE. Un centro dunque che presenta tecniche e procedure di repair avanzate, che includono la tecnologia ormai etichettata come il futuro in ambito industriale, l’additive manufacturing.

Ne abbiamo parlato con Alessandro De Gioia, che dopo la sua importante esperienza come plant leader proprio dello stabilimento di Cameri altamente specializzato in additive, ha intrapreso un nuovo percorso molto avvincente secondo la sua descrizione.

 

Quali sono le tue prime impressioni oggi che ritorni a Brindisi?

La cosa che più mi ha impressionato è il fatto che negli ultimi anni l’azienda ha investito molto per lo sviluppo del sito: a parte il CoE frames, sul quale ero abbastanza aggiornato visti i miei trascorsi in questo sito, mi ha sorpreso molto l’attività in atto per il rinnovamento di tutta l’area MRO ed in particolare del component repair. La sostituzione  dei vecchi impianti - come i forni, impianto di spruzzatura termica e macchine di misura -  sta procedendo velocemente e nei prossimi mesi potremo già apprezzare i risultati.

Il rientro a Brindisi  è stato come rivedere un bambino dopo non averlo visto per tanto tempo: a differenza dei genitori che lo vedono ogni giorno ti rendi più facilmente conto di quanto sia cresciuto…e di questo credo che ne dobbiamo essere tutti fieri ed orgogliosi.

 

Quali cambiamenti sono più evidenti?

Se considero che fino a poco tempo fa, quando l’azienda era di proprietà di un fondo d’investimento  i miei colleghi dell’MRO faticavano per anni prima di portare alla firma un progetto d’investimento, ora il processo è molto più snello e i vantaggi sono già visibili. Questo dimostra che  il nostro top management ha una visione di più lungo termine rispetto a quanto si poteva fare in passato. 

 

Quali tecnologie e capacità offriremo ai nostri clienti in questo nuovo centro?

Oltre alle capabilities più diffuse in ambito repair (Turning and milling Machining, Welding, Brazing, Sand blasting, Shot/Glass peening, Painting, Super-Polishing), il nostro shop è attrezzato anche per alcune tecnologie distintive come Grinding, Tip Grindings, High Pressure water jet stripping, Plasma/Thermal Spray e Heat Treatment vacuum e air Furnace. L’acquisizione di tecnologie avanzate, nonché l’esperienza  maturata negli ultimi anni, ci hanno consentito di proporci per attività di component repair: forniremo infatti attività di service anche a Oil&Gas per la rettifica dei rotori e statori dell’LM2500. Nelle nostre intenzioni questo sarà il primo passo nella direzione di apertura verso gli altri stabilimenti di GE Aviation e non solo. In un futuro non troppo lontano la strategia aziendale prevede di ampliare il parco di tecnologie già disponibili, con quelle peculiari per la  riparazione di determinati prodotti, brevettando il tutto per proteggere le proprietà intellettuali  e la competitività sul mercato: un po’ quello che è successo a Cameri in ottica produzione, ma qui concepito in ambito repair. In questo senso l'Apulia Development Centre for Additive Repair di Bari, che aprirà a breve, riveste un’importanza fondamentale.

 

Si può dire che siamo vicini a un primo impatto digitale industriale con questi nuovi scenari?

L’era digitale sta impattando tutti gli ambiti produttivi alla velocità della luce, allo stesso modo sta coinvolgendo il mondo del repair a diversi livelli, non solo organizzativo o logistico, al fine di abbattere i confini geografici che separano i diversi siti, ma anche e soprattutto a livello produttivo vero e proprio: d’altra parte l’additive repair di cui parliamo si basa proprio sull’uso del dato digitale per fini produttivi.

VOTE THIS ARTICLE