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Once Upon A Flight

Un disegno d’epoca dell’Alfa Romeo Avio esposto negli uffici Avio Aero di Pomigliano

Il 19 febbraio 2016 abbiamo consegnato alla Direzione Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità (ARMAEREO) un pezzo di storia dell’aeronautica italiana direttamente dai nostri archivi: l’AR.318.

Si tratta di un motore turboelica di 600 cavalli di potenza, caratterizzato da una filosofia costruttiva basata sulla semplicità e compattezza le cui origini risalgono agli anni ’70. 

In quegli anni infatti emerse la necessità di sviluppare un motore turboelica robusto ed economico, e un consorzio di aziende iniziò quindi a lavorare sullo sviluppo di un nuovo motore. È un propulsore con una lunga storia, perché la sua origine è datata almeno dieci anni prima della sua nascita ufficiale. Alfa Romeo infatti, con Rolls-Royce, MTU e Fiat formarono un consorzio denominato “European Engine Consortium” con lo scopo di progettare e sviluppare un turbomotore da 300 - 700 kW che fosse una valida alternativa a quelli americani. Il Consorzio portò alla definizione di due soluzioni alternative ma venne sciolto nel 1974 e Rolls-Royce e Alfa Romeo rimasero le uniche aziende a sviluppare il progetto che intanto si era orientato verso la soluzione indicata come il turboelica RB.318: monoalbero con un unico riduttore frontale. 

Nel 1980 Rolls-Royce cedette però l’intera responsabilità dello sviluppo ad Alfa ed il turboelica venne così rinominato AR.318. Questa trasformazione portò al coinvolgimento di altre aziende italiane per la realizzazione di alcuni nuovi componenti per il motore: un nuovo riduttore epicicloidale con carter in lega di magnesio, un nuovo avviatore elettrico e un nuovo regolatore combustibile elettronico. Il prototipo del motore - 11 quelli totali realizzati presso gli impianti dell’Alfa Romeo Avio di Pomigliano D’Arco (NA), acquisita da Avio nel 1996 e oggi parte integrante della nostra azienda - volò per la prima volta nel dicembre del 1979 quando decollò (installato su un King Air) dalla pista dell’aeroporto di Napoli Capodichino con destinazione Pratica di Mare. Un AR.318 è, inoltre, sempre esposto nella hall all’ingresso degli uffici nella nostra sede di Pomigliano.

L’AR.318, nonostante l’apparente semplicità dettate dalle necessità di costo e manutenzione, adottava soluzioni innovative: la girante del compressore centrifugo supersonico ottenuto da un unico pezzo di titanio, le giranti turbina con dischi e palette integrali in microfusioni di superleghe di cobalto e temperature di ingresso in turbina dell’ordine di 1.300 K. 

 

Riccardo Procacci svela il motore alla presenza del Gen. Langella

Durante la cerimonia di consegna del motore, presso la Direzione degli Armamenti Aeronautici e per l’Aeronavigabilità in Roma lo scorso 19 febbraio, alla presenza del nostro Riccardo Procacci, il Gen. Isp. Capo Francesco Langella, Direttore della D.A.A.A., ha così sottolineato l’importanza dell’evento: 

“Il motore AR.318 è stato un fulgido esempio di ingegno e di proficua collaborazione tra l’industria nazionale e l’Amministrazione della Difesa. La certezza è che nel prossimo futuro tale collaborazione sarà rafforzata nell’ambito di nuovi progetti che l’industria ha già pianificato, e che potrebbero sviluppare ulteriori sinergie e comuni obiettivi per gli interessi della Difesa e per il Sistema Paese accrescendo, ai più alti livelli, le capacità tecniche e il grado di competitività nel settore motoristico anche a livello internazionale”. 

Grazie a questo motore siamo sicuri di aver contribuito - con ARMAEREO, l’AMI e il Reparto Sperimentale di Volo dell’Aeronautica Militare (RSV) - a scrivere un pezzo importante di storia dell’aeronautica del nostro Paese e questa consegna conferma un profondo sodalizio tra le parti e rende tutti fieri di essere parte di questa affascinante storia.

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