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Dalla polvere alla pala

Arriva a Cameri un macchinario importantissimo che ottimizza la produzione e irrobustisce i nostri processi
L’additive manufacturing è un processo incredibilmente innovativo che permette, detto in parole povere, di partire da una polvere di base metallica e creare un prodotto solido solido, di altissima precisione: nel nostro caso un prodotto aeronautico. Tra i processi di produzione diffusi in Avio Aero è il solo dal quale si parte effettivamente dalla materia prima, la polvere appunto.
In natura, o sul mercato dei materiali, non è così semplice trovare della polvere di titanio o nichel o di qualsiasi altro metallo. Dunque la si compra da un fornitore che a sua volta la ricava da un lingotto del materiale metallico in questione grazie a un atomizzatore. Gli atomizzatori sono divisi in famiglie, in base al metallo che devono trasformare in polvere. Anche il nostro stabilimento di Cameri oggi si è dotato di un atomizzatore.
Il nostro è ottimizzato su base titanio, metallo. Metallo con cui produciamo le pale turbina e che è il più complesso da trovare sotto forma di polvere poiché costoso e complesso a causa dei severi di qualificazione richiesti in campo aeronautico dai regolamentatori del settore.
Per fare una descrizione davvero semplificata: l’atomizzatore quindi parte dal lingotto, materia solida, lo fonde e lo porta allo stato liquido. Successivamente questo macchinario fa passare da un ugello un filo di liquido che attraverso la spruzzatura di argon (un gas nobile presente nell’atmosfera) a una certa pressione viene trasformato in polvere. L’argon viene utilizzato perché permette di non contaminare con ossigeno le polveri di titanio.
L’atomizzazione è una delle parti più importanti del processo di additive manufacturing, che si basa su 3 pilastri fondamentali: polveri, macchine e design for manufacturing. Ad oggi abbiamo compiuto un grosso passo in avanti con la possibilità di produrre polveri internamente, le macchine inoltre andranno ad aumentare di numero. Il design for manufacturing, che sta alla base delle competenze di Engineering, inteso come la capacità di progettare e realizzare dal disegno un oggetto o prodotto, si rinnova ogni qual volta si introduce un nuovo prodotto (NPI) e ha l’obiettivo di sfruttare al massimo le potenzialità dei processi additive.
L’atomizzatore, considerando anche il costo delle utenze necessarie a farlo funzionare (come la potenza in megawatt e l’argon liquido) è un apparecchio che rappresenta un investimento milionario il cui ritorno si traduce in due vantaggi principali: il primo è una Supply Chain più robusta, che quindi ha una doppia fonte di approvvigionamento oltre a quella rappresentata da un fornitore esterno polveri; la seconda è correlata ed è di natura economica, in quanto “il fornitore di polveri, capace di trasformare i lingotti, non mantiene più il privilegio mantiene un privilegio quasi da monopolista. Questo di conseguenza ci permette un risparmio sensibile sui costi” come ci ha spiegato Paolo Gennaro, Sales Leader per l’Additive Manufacturing in Avio Aero.
Il fornitore esterno quindi prosegue a collaborare con il nostro stabilimento di Cameri, che da parte sua riduce il rischio in qualsiasi caso di indisponibilità dei materiali per la produzione e quindi del blocco dei processi. I benefici di questa operazione non tarderanno a mostrarsi, specie per ciò che riguarda il lato economico con una importante iniziale riduzione dei prezzi. “Andiamo verso una prospettiva di convivenza di soluzioni Make and Buy” ha proseguito Paolo Gennaro “il che penso ci permetterà una riduzione dei costi almeno del 20% sul prodotto pala ad esempio, che è un prodotto che risente molto del costo delle polveri utili a produrlo tramite le nostre macchine EBM (Electron Beam Melting)”.
“Andiamo verso una prospettiva
di convivenza di soluzioni Make and Buy,
il che penso ci permetterà
una riduzione dei costi almeno del 20%”

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