Research & Education

Art attack aeronautico

Oltre cento studenti di ingegneria hanno provato a costruire un prototipo di motore aereo usando colla, cartone e materiali riciclati guidati dai nostri specialisti. BEST (Board of European Students of Technology) è un’associazione no-profit nata nel 1989 che da allora si propone di facilitare collaborazione e cooperazione scientifica tra gli studenti universitari di 95 atenei presenti in 32 paesi del vecchio continente. Ogni anno BEST, tra le svariate inziative volte a creare opportunità di scambio e favorire la conoscenza tra studenti di differenti nazionalità, organizza anche una speciale competizione ingegneristica: EBEC, European Best Engineering Competition. La prima parte dell’avvincente sfida tra cervelli quest’anno è stata ospitata dal Politecnico di Torino alla fine di novembre, ed era articolata in due fasi: quella di Case Study, in cui si parte dall’analisi di un tema ingegneristico per ricercare una soluzione appropriata, e la fase di Team Design a cui potevano accedere i migliori 25 team (ciascuno di massimo 4 membri) classificati nella fase di Case Study e che metteva a disposizione dei gareggianti 8 ore per raggiungere il risultato.Avio Aero, partner di Best, è stata quest’anno l’azienda “commissionante” per quanto riguarda la missione ingegneristica al centro della fase di Team Design.I nostri ingegneri Assunta Cimino, Luigi Fumagalli, Alberto Ghiazza e Salvatore Garofalo, guidati da Stefano Protto e Salvatore Miglietta, hanno rivestito con grande entusiasmo il ruolo di arbitri e affidato ai 25 team di giovani studenti l’incarico di progettare e costruire, usando soli materiali reciclabili, un prototipo semplificato di motore aeronautico, a basso costo, per la certificazione FETT (First Engine To Test). I requisiti tecnici sono stati stabiliti dal nostro pool di ingegneri dopo che anche loro hanno costruito un modello per la competizione in prima persona.Come era da aspettarsi, molte delle soluzioni e dei protitipi hanno destato grande interesse nei nostri specialisti per tecnologie, qualità, collaborazione e pianificazione dimostrate. Solo una però, dopo una complessa selezione, accederà alle fasi successive di selezione nazionale a Milano (il prossimo marzo) e avrà l’opportunità di raggiungere la finale di Brno, in Repubblica Ceca.Il 2 dicembre dunque, è stato premiato il team composto dai due studenti del secondo anno di Ingegneria Aerospaziale: Michele Mabritto ed Edoardo Zò, che si sono cimentati da coraggiosi novelli del settore nella progettazione dell’architettura di un motore aeronautico armati di creativtià e materiali di recupero Un motore turboelica, per la precisione, semplificato in un prototipo che presenteva soluzioni tecnologiche di prim’ordine come: -4 cuscinetti caratterizzati da una pista esterna in polistirolo su cui sono montati 3 cucchiai di plastica (soluzione pensata per ridurre l’attrito durante la rotazione dell’albero motore in cartone, con i cucchiaini in plastica a funzionare da rulli o sfere dei normali cuscinetti);-una trasmissione a cinghia composta da due pulegge di polistirolo e una cinghia realizzata con tanti elastici annodati tra loro;- due dispositivi costituiscono il vincolo assiale dell’albero, composti ciascuno da un dischetto di polistirolo su cui sono montati alcuni cucchiai di plastica con la funzione dei cuscinetti reggispinta per reagire ai carichi assiali; - tutto il prototipo di motore contenuto all’interno di una robusta struttura in cartone.Per il nostro team di arbitri-ingegneri è stata “un’esperienza altamente formativa, al fianco di tanti aspiranti, neoingegneri che mettevano incredibile entusiasmo nel realizzare il loro primo prototipo. Alcuni di loro hanno dimostrando un vero e proprio talento”.Un’esperienza di fortissimo interesse anche lato HR: “ai ragazzi non erano richieste competenze specifiche, ma la capacità lavorare in team ed essere creativi”, così ha commentato Monica Falco, Avio Aero Learning & Development.

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