Market & Product

L’era dei droni

Molte volte, specie nel nostro settore, abbiamo sentito parlare dei velivoli “unmanned”, ovvero quegli aerei o piccoli velivoli non pilotati da un essere umano, ma comandati da remoto o capaci di volare autonomamente. Una delle frontiere di sviluppo di questo particolarissimo segmento di mercato, che promette un importante sviluppo negli anni a venire, si sta rivelando essere il trasporto di merci e la logistica aerea, identificato con la sigla UCA (Unmanned Cargo Aircraft).
 
Il tema dei droni e dei velivoli senza pilota è qualcosa che abbiamo già sentito e soprattutto visto nelle applicazioni di ricerca, cinematografica e ovviamente militare (tale capacità rappresenta infatti un notevole vantaggio tattico). Ma è cristallino che in ambito di trasporto merci e logistica globale, la tecnologia e il potenziale UCA costituisca un vantaggio competitivo e produttivo di rilievo: costi operativi ridotti, assenza di personale a bordo, aerodinamica ottimizzata (grazie all’assenza di pressurizzazione), efficienza logistica, portata di carico differenziata, concependo anche carichi minori che richiederebbero esborsi elevati per il trasporto.
Avio Aero è un membro ufficiale del PUCA (Platform for Unmanned Cargo Aircraft) dallo scorso settembre 2015. PUCA rappresenta un gruppo di lavoro europeo nato nel 2011 allo scopo di promuovere e favorire la definizione dei requisiti e lo sviluppo di velivoli cargo a pilotaggio remoto, incentivando i suoi membri a rivestire un ruolo attivo e significativo in questo settore.
Il PUCA riunisce tutti gli stakeholder e le parti interessate a creare le condizioni, le competenze e l’esperienza necessarie a promuovere lo sviluppo dei futuri velivoli cargo a pilotaggio remoto. Il gruppo di lavoro conta oltre 50 membri, principalmente europei, che rappresentano tutti gli attori potenzialmente interessati, ovvero industria, utenti finali (vettori di trasporto globale), agenzie governative, università, centri di ricerca e società di consulenza. Questo significa, ampliando l’orizzonte, che i droni e i velivoli unmanned potranno rivelarsi opportuni anche per il trasporto su brevi distanze, per il trasporto di merci acquistate su web da consumatori anche di diversi continenti, per aiuti umanitari o soccorso in caso di disastri ambientali o naturali.
Il PUCA si è concentrato in prima battuta su trasporti con carichi fino a un massimo di 10 tonnellate, distinguendo in applicazioni per trasporti continentali (alternativi o sinergici con gli attuali cargo) e intercontinentali.
Il 35% del trasporto merci nel mondo viaggia per via aerea, e vale nel complesso circa 6.400 miliardi di dollari! Alcuni interrogativi emergono a  questo punto tra gli esperti: quanto è grande questo tipo di mercato, che sviluppi lo attendono prossimamente, quali attori sono interessati, come saranno gli UCA del futuro e quante aziende sono pronte a investire in questa tecnologia?
La terza edizione della Conferenza internazionale dell’UCA (Unmanned Cargo Aircraft) si è tenuta lo scorso 26 maggio a Enschede, in Olanda, con l’intento di raccogliere i principali soggetti interessati (linee aeree, aziende logistiche globali, vettori merci globali,  costruttori di velivoli, aeroporti, agenzie di R&D, istituzioni militari, sistemisti, ecc) e dare risposta a queste domande valutando il potenziale degli UCA.
Ovviamente presente Avio Aero quale membro del PUCA, nella persona di Paolo Salvetti, responsabile del segmento UAV per il nostro team Sales, che ha partecipato alla conferenza come relatore intervenendo con una dissertazione dal titolo: The Propulsion System powering the future Unmanned Cargo Aircraft: conventional vs. breakthrough (i sistemi propulsivi a servizio degli UCA, con tecnologie convenzionali e innovazioni epocali).
 “Se guardiamo i sistemi attualmente in servizio, il motore rappresenta appena il 2-3% del valore complessivo di un UAV di medie/grosse dimensioni (MALE, UCAV) – ha spiegato Paolo durante il suo intervento a Enschede - le priorità dei velivolisti sono indirizzate ad altri sistemi, come ad esempio il sistema di navigazione in automatico, il sistema di comunicazione o di gestione della missione. Ciononostante, il sistema propulsivo risulta fondamentale non solo per garantire la sicurezza del volo, ma anche per la rilevanza che riveste sui costi di esercizio dell’air vehicle. E questa rilevanza sarà ancora più enfatizzata nelle future applicazioni commerciali degli UAV, ed in primis negli Unmanned Cargo Aircraft, dove il motore, o meglio il sistema propulsivo e generativo integrato, con una tendenza verso soluzioni ibride termico/elettriche, dovrà essere sempre più affidabile e sempre più digitale, con sistemi di monitoraggio e controllo automatici e ridondati e capacità di Health Monitoring, diagnostiche e prognostiche, per garantire un ancor più elevato standard di sicurezza, simile, se non superiore, a quello dei  velivoli pilotati”.

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