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Più digitale per favorire la produttività

Si è tenuto giovedì 22 settembre a Roma il nostro convegno dedicato alla quarta rivoluzione industriale dal titolo “Rinascimento Industriale 4.0 - un nuovo modello multidisciplinare per la crescita”, alla presenza tra gli altri, del ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, e del nostro presidente e CEO, Riccardo Procacci.

L'incontro è l'occasione per fare il punto sugli strumenti messi a disposizione dalle istituzioni per sostenere questo cambiamento - dagli incentivi a chi investe in tecnologia e ricerca in campo digitale sino alla formazione mirata, per la quale le Università hanno un ruolo decisivo. A discutere di questi temi sono stati Mario Calderini, consigliere per le Politiche di Ricerca e Innovazione del Miur, Sandro De Poli, presidente e amministratore delegato di GE Italia e Israele, Andrea Pontremoli, amministratore delegato Dallara Automobili e Marco Taisch, docente del politecnico di Milano e presidente del World Manufacturing Forum.

Per far crescere la produttività e la competitività dell'industria "è necessario sfruttare le opportunità offerte dalla digitalizzazione. Non farlo significa essere già fuori dai mercati dei prossimi anni senza neppure rendersene conto" -  ha dichiarato Procacci durante l’incontro. Proprio per questo, Avio Aero ha intrapreso un processo di semplificazione e rinnovamento che va proprio in questa direzione.

Si tratta di un percorso che costituisce "una leva decisiva per il successo di tutte le iniziative a supporto dell'innovazione e, in particolare, dell'industria 4.0 in Italia", ha concluso Procacci, facendo notare che però attualmente quello che manca nel sistema economico "è la fiducia di poter correre dei rischi importanti. Una fiducia che va ricostruita affinché la portata di ogni azione a supporto di questa trasformazione possa essere amplificata".

Per il ministro Carlo Calenda, la scommessa di Industria 4.0 è tutta sulle pmi. Calenda ha spiegato che il piano del governo è privo di “dirigismo” e propone incentivi fiscali. “Non credo che la politica industriale oggi possa essere portata avanti individuando a tavolino obiettivi troppo precisi ed indicando alle imprese quali investimenti fare e su quali tecnologie puntare. Questo è quello che abbiamo fatto in passato, con il risultato che molti finanziamenti pubblici sono stati impiegati male o non sono stati impiegati affatto”. Il piano Industria 4.0 non prevede incentivi a bando - ha proseguito - ma 13 miliardi di incentivi fiscali agli investimenti privati che le imprese possono iscrivere sul loro bilancio immediatamente, senza bisogno di alcuna autorizzazione ministeriale. Dal momento che si tratta di crediti d'imposta, ammortamenti e super ammortamenti (tranne gli investimenti in ricerca e sviluppo che sono considerati su 4 anni) agiscono per le imprese nel 2017, ma l'impatto fiscale è sugli anni successivi”. 

Il piano Industria 4.0 rappresenta uno strumento molto importante in particolare a supporto delle pmi che fanno più fatica a diventare aziende digitali. L'Italia sta entrando in maniera importante nel digitale e questo è fondamentale per raggiungere standard di produttività più elevati.

“Abbiamo puntato inoltre - ha concluso Calenda - sulle cose che esistono e funzionano: ad esempio, il Fondo centrale di garanzia che garantisce 15 miliardi di crediti, estendendone il raggio d'azione temporale e finanziario. Altro strumento importante quello dei Contratti di sviluppo, rivolto alle imprese medio grandi”.

 

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