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Avio Aero vince il Randstad Globe Award

Avio Aero ha vinto il Randstad Globe, il premio assegnato alle aziende che si posizionano al primo posto nei singoli fattori oggetto della ricerca annuale di Randstad dedicata all'employer branding. La nostra azienda ha raccolto il maggior numero di preferenze degli italiani per opportunità di carriera, atmosfera di lavoro piacevole e work-life balance.

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“È un risultato che non può che farci piacere”, ha commentato il nostro Presidente e Amministratore delegato, Riccardo Procacci.  “Un riconoscimento degli importanti passi in avanti che Avio Aero ha fatto, anche nel campo dell’Employer Branding, da quando, nel 2013, è diventata parte del gruppo General Electric. Molto spesso siamo concentrati a fare autocritica, a guardare ciò che potrebbe essere fatto meglio. E questa è sicuramente una leva importante per crescere, ma è bello anche ogni tanto poter alzare la testa e scoprire che dall’esterno si percepisce la professionalità e l’impegno che ogni giorno mettiamo nel lavoro che facciamo. Continueremo quindi a fare del nostro meglio per attrarre i talenti migliori, quelli con competenze trasversali - digitali, tecniche e attitudinali  - in grado di mantenere alta l’eccellenza dell’industria aeronautica in Italia e nel mondo”.

Commissionato da Randstad all'istituto di ricerca TNS e condotto su oltre 160.000 persone in 26 Paesi in modo indipendente (nessuna azienda si può iscrivere volontariamente per partecipare) con un’analisi approfondita su quasi 5.500 aziende, lo studio del Randstad Employer Brand ha misurato il livello di attrattività delle aziende italiane percepito da parte dei possibili dipendenti. In Italia sono state intervistate tra novembre e dicembre 2016 oltre 5.000 persone di età compresa tra 18 e 65 anni, un campione rappresentativo di occupati, studenti e non occupati, a cui è stato chiesto “dove vorresti lavorare?” tra 150 aziende con oltre 1000 dipendenti con sede in Italia, attive in 17 settori merceologici diversi, selezionate a partire dalle informazioni di Cribis.

Dai risultati dell'indagine, Thales Alenia Space è risultata l'azienda italiana più attrattiva come datore di lavoro da parte dei potenziali dipendenti, con il 66,3% delle preferenze (tra tutti coloro che conoscono il brand), grazie a cui guadagna il gradino più alto del podio al Randstad Employer Brand 2017. L'azienda aerospaziale, leader europeo nella realizzazione di sistemi satellitari e infrastrutture orbitali, in particolare è la preferita dai lavoratori in due dei dieci fattori oggetto dell’indagine: lavoro stimolante e sfidate e uso delle tecnologie più innovative. Al secondo posto si è posizionata Automobili Lamborghini, con il 63,6% di preferenze degli italiani, risultando la più attrattiva in particolare per “buona reputazione”. Gruppo Mondadori è stata la terza azienda più ambita, scelta dal 63,3% dei potenziali dipendenti, unica azienda sul podio del settore media, informazione e cultura.

Cosa cercano i lavoratori - Secondo la ricerca del Randstad Employer Brand il fattore più importante ricercato dagli italiani in un posto di lavoro è l'equilibrio tra vita lavorativa e privata, seguito dall'atmosfera di lavoro piacevole, dalla sicurezza del posto, dalla retribuzione e dai benefit, dal lavoro stimolante - sfidante.

Ma le priorità cambiano a seconda di genere, fascia di età e livello di scolarizzazione. Le donne con basso livello di istruzione ed età compresa 45-65 anni danno priorità alla sicurezza del posto, mentre quelle tra 18-24 anni sono più attente all’atmosfera di lavoro piacevole. Lo stipendio è importante in particolare per gli uomini tra i 25 e 45 anni, ma - per entrambi i generi - aumentando il livello di istruzione acquistano importanza gli stimoli e alle sfide offerte dal posto di lavoro. Rispetto a questi fattori, le aziende italiane non sembrano allineate con le aspettative dei potenziali dipendenti. Mediamente, infatti, le imprese mostrano i migliori risultati soprattutto nella solidità finanziaria, nella buona reputazione e nell’utilizzo delle tecnologie più innovative, invece che nei fattori ai primi posti nei desiderata dei lavoratori.

Il datore di lavoro ideale - I settori in cui gli italiani vorrebbero lavorare sono soprattutto quello dei media (57%), del largo consumo (53%) e dell'industria (51%). Il datore di lavoro ideale è una grande azienda o multinazionale, al secondo posto una PMI e al terzo un'organizzazione no profit; solo in ultimo, è considerata la prospettiva dell'auto-imprenditorialità.

Quando si cerca un nuovo impiego, gli italiani pensano sia più importante il contenuto del lavoro (84%),piuttosto che l’immagine e il brand dell’azienda (16%). Il principale canale utilizzato per verificare la reputazione di un'azienda è quello ufficiale del sito aziendale, poi l'opinione di amici e familiari e gli articoli sul web. Solo dopo, le Job boards e LinkedIn.

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Quasi nove italiani su dieci sarebbero disponibili a cambiare settore di lavoro, con alcune differenze. Il 31% dei lavoratori infatti è aperto a qualsiasi opportunità perché non è attaccato al proprio settore, un altro 31% cambierebbe solo a patto che stipendio e benefit siano simili a quelli attuali, mentre il 26% lo farebbe solo se non riuscisse più a trovare lavoro nel proprio settore. Invece, l’8% non cambierebbe settore perché pensa che le sue competenze non siano trasferibili in altri ambiti e il 10% è fortemente attaccato al comparto in cui è attualmente impiegato.

L'impatto dell'automazione e dell'Industria 4.0 - Generalmente gli italiani non sembrano spaventati dall'ipotesi che il loro impiego attuale nel prossimo futuro possa essere sostituito da un robot con l'affermarsi dell'Industria 4.0, anche se inizia a farsi largo qualche timore. La maggioranza dei lavoratori, il 46%, crede che l’automazione migliorerà il proprio lavoro, il 37% pensa che non avrà alcuna influenza sulle proprie mansioni. L'11%, invece, teme di perdere l’impiego come conseguenza dell’avvento delle nuove tecnologie.

La quarta rivoluzione industriale richiede nuove competenze per adattarsi a un mercato del lavoro in continua evoluzione. Ma gli italiani si dimostrano tendenzialmente ben disposti all'aggiornamento: il 58% dei lavoratori si dice contento di riqualificarsi a patto di ricevere uno stipendio uguale o superiore a quello attuale, il 32% è sicuro delle proprie competenze e non può immaginare che un programma o un robot gli toglierà il lavoro, ma il 7% preferirebbe cambiare azienda piuttosto che aggiornare le proprie competenze.

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