Community & Culture

Una Difesa unita

L’idea che l’Unione europea possa ripartire grazie alla costituzione di un sistema di difesa comune ha animato il dibattito del convegno “Italia e difesa europea”, organizzato a venerdì  scorso a Torino dall’Istituto affari internazionali in collaborazione con il quotidiano La Stampa, nell’ambito del ciclo di incontri “Colloqui Internazionali”. Un evento importante per fare il punto su un tema considerato centrale da molti anni, ma che alla luce del quadro geopolitico si è fatto sempre più caldo e prioritario nelle agende dei paesi europei.

A questa occasione di confronto è stata invitata anche Avio Aero. Il nostro Amministratore delegato, Riccardo Procacci, ha partecipato alla discussione, moderata da Giampiero Gramaglia, giornalista esperto  di esteri di lunga esperienza e attualmente consigliere per la comunicazione dello IAI, con: il generale Vincenzo Camporini, vicepresidente Iai, l’Ammiraglio Carlo Massagli, capo del III reparto dello Stato maggiore della difesae il professore Francesco Profumo, presidente della Compagnia di San Paolo.

IMG_6831web

Al panel è seguita un’intervista al Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, condotta dal direttore del quotidiano torinese, Maurizio Molinari. Nella stessa intervista, il Ministro ha ribadito con chiarezza la necessità e l’urgenza di lavorare a un sistema difesa comune, aggiungendo che “se i 28 paesi non vogliono procedere insieme, quelli più grandi tra di loro devono dare l’impulso. Poi gli altri seguiranno”.  Dopo aver toccato anche altri temi: dalla Libia all’Iraq, passando per la cybersecurity, Pinotti è tornata sulla difesa europea, menzionando l’esempio della cooperazione con la Francia, già iniziata con la costituzione di equipaggi misti e soffermandosi sul ruolo dell’industria ha citato la collaborazione di Fincantieri con l’industria navale transalpina.

È stato l’intervento di Riccardo Procacci, sollecitato sulla centralità della innovazione e della tecnologia da Gramaglia, a offrire uno scenario chiaro sull’industria europea della difesa, sottolineando che occorre “pensare a un modello basato su due pilastri, ovvero: lo sviluppo di tecnologie abilitanti strategiche gestite secondo un modello collaborativo tra i vari Paesi, Industria, Università, Centri di Ricerca e PMI; insieme a un network manifatturiero costruito intorno ai principi di efficienza, produttività e competenza industriale”.

VOTE THIS ARTICLE