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Una passione grande come il mare

Maurizio Pizzi lavora nella nostra sede di Brindisi dal 2010, prima come parte del team di Manutenzione nel centro d’eccellenza Frames, in particolare per il programma GEnx, poi da circa un anno e mezzo ad oggi ha iniziato a lavorare nel team di Supplier Quality: occupandosi nello specifico dei fornitori su Accessori e MR&O. Maurizio sebbene originario di Manduria patria del celeberrimo vino (il Primitivo appunto), sin dal 2008 però ha lavorato anche a Rivalta nel team di Tecnologie industriali. 

 

Proprio nell’anno del suo ritorno in terra pugliese, nel  2010, Maurizio viene riconquistato totalmente dal mare e si appassiona molto alla vela: frequenta un corso, si associa alla Lega Navale e impara grazie ad altri corsi di perfezionamento ed esperienze in navigazione nelle prime regate a carattere locale. 

Poi nel giugno 2013 capita la grande occasione di partecipare alla sua prima regata su un circuito internazionale: la Brindisi-Corfù.

 

Maurizio, cos’è per te la vela?

Uno sport che necessita sin dall’inizio concentrazione, caparbietà e richiede tanto tempo: gli allenamenti e le uscite richiedono diverse ore (in media 4-5 ore) ed è proprio per questo motivo che pratico questo sport prevalentemente nei week-end.

 

Quanto è importante il gioco di squadra e la sinergia con il tuo equipaggio durante le uscite in mare? 

Sono elementi fondamentali all’interno di un equipaggio: una manovra eseguita male o non in sincronia può compromettere, oltre al raggiungimento di un risultato, anche la sicurezza dell’equipaggio e dell’imbarcazione stessa. Per questo motivo gli allenamenti si svolgono in differenti condizioni metereologiche  (vento forte, purché non proibitivo, in presenza di pioggia, su onde formate) per testare la capacità di essere sincronizzati anche in presenza di fattori di forte disturbo esterno. Inoltre, per eseguire delle manovre in sicurezza o, per svolgere delle manovre rapide, si fa uso di un linguaggio lontanissimo dal nostro lessico comune, che fa uso di poche parole che rimandano ad azioni lunghe e complesse da comunicare a chi deve eseguirle.

 

Quale sarà la prossima sfida, il prossimo viaggio?

In questi anni ho cercato di imparare quanto più possibile dal mare, ho spesso partecipato a regate, da quelle a carattere locale a quelle di respiro internazionale. Tutto questo ha richiesto allenamenti costanti, quasi tutti i week-end, con qualsiasi condizione meteorologica. Sinora il mio ruolo è stato quello di prodiere: piazzato a prua hai massima visibilità sul campo di regata, devi far fronte costante al massimo beccheggio percepibile in barca, anche con escursioni di 2-3 metri se vi è onda formata; a prua si opera in tutte le condizioni peggiori: tantissima acqua, intere secchiate che ti arrivano addosso in ogni istante in cui la prua fende l’acqua e il vento la alza spumeggiante, con inclinazioni anche di 30-40°, superficie bagnata con conseguente equilibrio precario. In queste condizioni il prodiere deve saper gestire le vele di prua (fiocco, genoa, spinnaker) con eventuali cambi di vela facendo molta attenzione a non aggrovigliare i vari circuiti di scotte, cime, e cavi per non incorrere in possibili errori che possono compromettere la prestazione tecnica. Il passo che ora sento di fare è acquisire una piccola imbarcazione, passando quindi dal ruolo di prodiere a quello di armatore (e al contempo comandante): ruolo che non ti viene assegnato, ma che ti viene riconosciuto se ti costruisci un equipaggio e assolvi alla massima perizia marinaresca che ti consenta di governare il mezzo con la massima sicurezza. 

Questo passo sarebbe propedeutico ad una futura partecipazione ai campionati invernali di categoria.

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