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Il Lavoro del Futuro

Quali caratteristiche e quali nuovi elementi emergono dalle più recenti analisi e dall'esperienza di chi del futuro ha fatto la propria professione di oggi? Quali sono gli elementi principali di questa trasformazione chiamata “Industria 4.0?

Sono questi gli interrogativi che hanno animato l’incontro organizzato lunedì 28 novembre a Roma con i nostri stakeholders istituzionali dal titolo: “Il Lavoro del Futuro”.

A discutere sul tema sono intervenuti Marco Annunziata, Chief Economist and Executive Director, Global Market Insights di General Electric  - in collegamento dagli Stati Uniti – insieme a due rappresentanti di due start up altamente innovative: Anna Zattoni, Co-fondatore & CEO di Jointly, azienda specializzata nelle soluzioni di welfare e Luca Rossettini, Co-fondatore e Amministratore delegato di D-Orbit, società impegnata nella produzione di dispositivi propulsivi intelligenti che rimuovono satelliti artificiali dalle loro orbite al termine della loro vita operativa.

A moderare l’incontro, c’era la giornalista di Sky TG24, Federica De Sanctis. 

 

Non è la prima volta quest’anno che la nostra azienda prova ad affrontare, con l’aiuto di rappresentanti delle Istituzioni, del mondo della Università e della Ricerca, della Difesa e dell’Industria, quei nodi che restano cruciali per la costruzione di policy condivise in materia di Industria 4.0, partecipando così alla costruzione di quella via europea al “rinascimento industriale” in grado di valorizzare capacità manifatturiera, produttività e innovazione. Siamo infatti scesi in campo in prima linea per dare il nostro contributo a questo lavoro corale di guida e gestione del cambiamento. E siamo solo all’inizio di questo processo di trasformazione di cui ancora possiamo forse immaginare, ma non di certo comprendere, tutte le implicazioni.

 

Lo scopo di questo nuovo incontro sul tema è stato quello di provare ad aggiungere un altro punto di vista, delineando insieme - seppur brevemente - l’impatto che questa quarta rivoluzione industriale sta avendo sulla dimensione del lavoro inteso come nuove professioni, ritardi da colmare, nuove sfide da cogliere.

 

“Immaginate un ingegnere progettista in un campo eolico con un dispositivo palmare a indicargli quale turbina necessiti di manutenzione – ha detto Marco Annunziata durante l’evento. Lui ha già con se tutti i pezzi di ricambio perché i problemi sono già stati diagnosticati in anticipo. Se incontra un problema inaspettato lo stesso dispositivo palmare gli permetterà di comunicare con i suoi colleghi al centro servizi, consentirà loro di vedere quel che vede lui, di trasmettere i dati che potranno essere analizzati tramite diagnostica e i colleghi potranno trasmettere in streaming dei video che lo guideranno, passo dopo passo, attraverso qualsiasi complicata procedura fosse necessaria per sistemare il macchinario e farlo funzionare. La loro interazione verrà poi documentata e archiviata in un database consultabile. È il matrimonio fra la mente e le macchine, un’ottimizzazione di risorse e di sistema”.

 

E a chi si interroga sul rischio per i lavoratori del futuro di essere sostituiti da macchinari, Annunziata ha risposto:

 

“L’innovazione è dirompente e so che può far paura ma lasciatemi sottolineare due cose: la prima è che ci siamo già passati attraverso la meccanizzazione dell’agricoltura, l’automazione dell’industria, e l’occupazione è cresciuta. La seconda è che, come un bambino può facilmente immaginare come utilizzare un iPad , così una nuova generazione di applicazioni industriali portatili e intuitive renderà la vita più semplice a lavoratori di ogni livello di capacità. Il lavoratore del futuro sarà più simile ad Iron Man che al Charlie Chaplin di Tempi Moderni. E nuove figure professionali nasceranno”.

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